sabato 4 ottobre 2014

Ventimila euro di rimborsi dalla Regione per spese personali: indagata la nuora del Ceppalonico

Roberta Gasco, 38 anni, consigliere regionale ligure di Forza Italia, nuora di Clemente Mastella, è indagata dalla procura di Genova per peculato e falso. 
I fatti risalgono al 2008, quando era consigliere della Regione Liguria nel Gruppo Misto. Gasco è accusata di avere speso oltre ventimila euro dei rimborsi al gruppo per motivi personali e non per motivi istituzionali. 
Il fascicolo è in capo al pm Massimo Terrile.


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venerdì 2 maggio 2014

Non votate il Ceppalonico saltimbanco, non votate nessuno al Parlamento europeo.Appello al non voto, senza troppe frivolezza dialettiche!

clemente mastella
Non fate il business altrui, del ceppalonico saltimbanco e di nessun altro; 
non regalate l'immunità a Mastella in cambio di una finzione bella e buona...
Possibile che dopo anni e anni di malaffare nel Sannio vogliate ancora continuare a fare gli allocchi ?
Mastella, Di Pietro, Scajola, Alemanno: "il vecchio che avanza" alle elezioni europee
Ottenere un seggio al Parlamento europeo assicura almeno 18 mila euro al mese tra stipendio base, diarie, bonus, indennità giornaliere e di trasferta.
Questa è la partita del 25 maggio per candidati impresentabili, aspiranti eurodeputati.
Mastella, il saltimbanco: passato dal centrodestra al centrosinistra (e ritorno).Un anno dopo aver fatto cadere Romano Prodi, Silvio Berlusconi lo ricompensò con una candidatura a Strasburgo sotto le insegne del Pdl. L’ideale, per un signore delle preferenze come lui. Da par suo, l’ex Guardasigilli non deluse le aspettative: raccolse 115 mila voti e nella “sua” Benevento ne prese perfino più del Cavaliere, che allora era premier (23.792 contro 21.512). Ed è di nuovo con Berlusconi, senza filtri né intermediari, che Mastella è in trattativa in questi giorni. Senza contare che l’appeal dell’ex leader Udeur è addirittura aumentato: per compensare l’addio di Angelino Alfano e le varie manovre centriste in atto, le facce nuove senza seguito elettorale lasciano il tempo che trovano. E la presenza di “vecchie glorie” per Forza Italia sono al tempo stesso una garanzia e una necessità.
Lasciate il ceppalonico (nei giorni scorsi rinviato a giudizio con l’accusa di aver gestito un partito considerato alla stregua di un associazione a delinquere) ai suoi processi, quelli per cui la terra beneventana si è guadagnata un triste e vergognoso primato in Italia nel familismo amorale, nella corruzione, nelle tangenti, nel mercimonio di posti di lavoro, nel ricatto, nell'intimidazione, nell'essere tout court terra del saltimbanco e voi i suoi sudditi a vita.

Ma poi possibile che non sappiate come stanno veramente le cose ?

Le elezioni europee sono superflue, inutili; tanto le decisioni si prendono altrove.
Il Presidente del Consiglio Europeo  Herman Van Rompuy in una intervista ha detto:
"la vera decisione“ avviene altrove e non in parlamento ! 
Una tale aperta diffamazione di una presunta istituzione democratica, indica che la EU nella sua attuale struttura è un meeting- retrobottega autoritario e tale vuole restare.

Il Presidente della EU, il premio Nobel e poeta Herman Van Rompuy cosi ha detto dei suoi ricordi di una serata a Oslo: "Non scordero’ mai come Hollande ha stretto la mano della Merkel e come lei ha fatto un balzo. E’ stato un momento molto emozionante.“
In una intervista al Süddeutschen Zeitung il Presidente del Consiglio d’Europa,  Herman Van Rompuy ha gettato uno sguardo esaustivo sul significato che la democrazia oggi svolge nella EU. In breve: nessuno.

Nel gergo tecnocratico Van Rompuys, alla domanda, perchè c’è cosi poco interesse in Europa per le votazioni europee, ha detto:

„ C’è sempre stata scarsa partecipazione alle elezioni europee, dal 1979 ad oggi, ben prima della crisi finanziaria e della euro-crisi. I cittadini non erano cosi interessati perchè queste non hanno alcuna influenza sul loro quotidiano.“
Oggi è diverso, contrappone Van Rompuy al SZ:

„Si, l’Europa cambia il nostro quotidiano. E naturalmente il Parlamento europeo svolge un ruolo importante, se non altro da quando c’è il Trattato di Lisbona...
Ma i cittadini sanno anche che le grandi decisioni non avvengono in Parlamento, ma anche
altrove. “
Il [quotidiano] SZ, sconvolto perchè avrebbe voluto sentire tutt’altro, ovvero che tutti come buoni democratici dovrebbero partecipare alle elezioni europee, chiede quindi: “altrove , ma dove?“
Van Rompuy:

"Nel Consiglio d’Europa, sotto i capi di stato e di governo. Al cittadino è molto chiara questa differenza, tra il Parlamento e coloro che veramente decidono.“
(…). Van Rompuy:

"Il risultato elettorale dipende da molti altri fattori, dalle sensibilità nazionali che non hanno nulla a che vedere con l’Europa o i candidati di punta.“
(…) Van Rompuy:

„Il Trattato di Lisbona prevede che ci siano trattative. Il Consiglio d’Europa nominerà qualcuno che parla con il Parlamento. Diciamo che io quindi mi confrontero’ con i desideri del Parlamento . Il Trattato prevede anche che ho bisogno di due maggioranze . Una in Parlamento. E, cosa estremamente importante, il Consiglio farà una proposta.“
(…) alla domanda sulla crisi, cosi Van Rompuy definisce la sua visione:

"L’Europa è altro. Ci sono 28 capitali. Alcune sono piu’ importanti di altre. E ci sono le Istituzioni europee. E dipendiamo dai mercati finanziari. All’inizio della crisi abbiamo avuto spesso l’impressione che i mercati fossero anch’essi nello spazio, in cui abbiamo fatto delibere…“
Questo significa che i popoli d’Europa non sono stati in quello spazio in cui i politici, i cui nomi e le cui funzioni i cittadini spesso non conoscono,  hanno deciso il destino dei cittadini europei. I mercati, invece, da cui dipende la EU, hanno mostrato una forte presenza.

Il motivo di cio’ sta nel fatto che la EU nella sua forma presente non è altro che un sindacato lobbistico per i complessi partitici che agiscono a livello internazionale
Il modello del business sta nel fatto di illudere i cittadini di essere loro stessi a decidere del loro destino.

E per fare questo senza lavorare e affaticarsi troppo,  si è riunito il  cartello dei partiti dell’industria finanziaria. Insieme azionano il motore del debito: i complessi partitici si fanno finanziare i loro debiti dalle banche e per questo i “mercati” sono “nello spazio” se la faccenda si fa dura.

Bisogna lodare Van Rompuy, il burocrate di legno che in Europa non avrebbe mai l’1% dei voti dei cittadini, per saper menare il can per l’aia. Il Parlamento EU non serve alla formazione delle volontà democratiche in Europa. E’ una riserva aggiuntiva delle Spa partitiche perchè per esprimere un “desiderio” al Consiglio, non servono 751 funzionari.
Nella logica di Van Rompuys basterebbe infatti che 28 parlamenti delle nazioni avessero un voto non vincolante, come quello del mostruoso Parlamento europeo.

Quindi si risparmierebbe denaro al contribuente europeo che potrebbe darlo per le cose per cui desidererebbe decidere privatamente, senza una tutela statale

(…) la frase di Herman Van Rompuys: "al cittadino è molto chiara la differenza tra il Parlamento e coloro che veramente decidono...“ è un appello al non voto che non ha bisogno di frivolezza dialettica.

Chi va a votare si rende scimmia, dato che gli viene chiarito prima del voto che il suo voto non vale nulla. 
Chi non va, rafforza tuttavia la frazione dei tecnocrati nella EU.
(Ma almeno non si lascia prendere in giro...n.d.r.)

(traduzione e sintesi dalla fonte:
http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2014/04/23/van-rompuy-haelt-eu-wahl-fuer-ueberfluessig-entschieden-wird-woanders/)

Dunque, perchè votare il Ceppalonico ?! Perchè regalargli ancora uno scranno ?

Elezioni Europee, come ti riciclo il desaparecido

mercoledì 20 novembre 2013

Mastella: «Bassolino sindaco di Napoli e io, magari, di Benevento»


«Lui sindaco a Napoli e io, magari, a Benevento». 
Il ‘lui’ è riferito ad Antonio Bassolino, già primo cittadino nel capoluogo partenopeo negli anni ‘90. 
‘Io’, invece, sta per Clemente Mastella. 
Il virgolettato, infatti, è dell’ex Guardasigilli che al Corriere della Sera ha dato il suo contributo alla ricostruzione del personaggio Bassolino, assolto nei giorni scorsi nel processo sul ciclo rifiuti in Campania e da molti pronosticato come possibile sfidante di De Magistris alle prossime amministrative di Napoli. (sic!)
L’usato sicuro, d’altronde, è un vecchio cavallo di battaglia di Mastella, il noto saltimbanco,  che in riferimento alla passata gestione della Regione Campania ha pure aggiunto: «Ci  fu un assalto contro di noi, mi riferirono certe manovre dei servizi segreti… Ora possiamo tornare più forti ma spero che, dicendolo, non ci impallinino di nuovo». 

Con quale coraggio (cor-habeo) costui, costoro parlano e pianificano consensi elettorali ?

Gli ex DC candidano Renzi Matteo, rampollo demitiano, alla segreteria dell'ex PCI; il Berlusca rifonda Forza Italia; Bossi si ricandida alla Segreteria della Lega Nord; Di Pietro viene riesumato dai media; Vendola, Ferrero e Diliberto si ri-contendono la proprietà del loculo dei comunisti da arredamento.


Il popolo si faccia rispettare perchè solo in Italia l'orologio della storia (che pur dovrebbe essere vitae magistra!) gira all'incontrario e il livello dell'autolesionismo è inspiegabilmente aberrante ! 

venerdì 1 novembre 2013

L'infame denuncia di Mastella contro il P.M. che lo indagò E' STATA ARCHIVIATA.

Il Fatto Quotidiano on-line ha pubblicato ieri 31 ottobre l’articolo ‘Mastella, archiviata denuncia contro il pm che lo indagò: nessun riscontro’ , a firma di Vincenzo Iurillo. Il quotidiano di Marco Travaglio conferma che il magistrato Antonio Clemente è stato prosciolto dall’accusa di tentata estorsione ai danni di Clemente Mastella. La notizia era già stata data da Altrabenevento alla fine di agosto, quando il magistrato si è trasferito a Roma, ma la stampa locale, e soprattutto i cronisti velinari di giudiziaria, non hanno ritenuto di dover approfondire la questione. Lo ha fatto, come spesso succede per le questioni che imbarazzano i potentati locali, un giornale nazionale.
 Il Fatto, dopo aver esaminato il provvedimento di archiviazione, ha spiegato che l’ex ministro sosteneva di aver ricevuto dal magistrato un’oscena proposta: per non essere rinviato a giudizio per il caso Zamparini, Mastella avrebbe dovuto ritirare la querela presentata contro il fratello giornalista del pubblico ministero.
La Procura Generale di Roma ha esercitato l’azione penale obbligatoria e ha quindi sottoposto il magistrato ad indagine, conclusa con un’archiviazione. Infatti, non sono state trovate conferme, né prove, che riscontrassero le infamanti accuse rivolte da Clemente Mastella al giudice.
L’ex ministro a dicembre del 2011 fu rinviato a giudizio, insieme alla moglie Sandra Lonardo, su richiesta del pm Antonio Clemente, con l’accusa di aver incassato una tangente versata da Maurizio Zamparini per favorire l’apertura del centro commerciale i Sanniti a Benevento. Il leader dell’Udeur aveva espresso parole di fuoco contro il pubblico ministero, commentando così ad una televisione privata il suo rinvio a giudizio: “E’ una cosa ingiusta, una clamorosa ingiustizia, un fatto ingiustissimo. …. Al processo verranno fuori cose abbastanza clamorose alla presenza dei media….. C’è un pregiudizio nei miei riguardi… che si allunga fino a qua con qualche cattiveria. Il PM che mi insegue è uno che ho denunciato e che dal punto di vista etico si doveva astenere perché sono in vertenza con il padre e il fratello….. Autorevolissimi magistrati confidandosi mi hanno detto “veramente ti hanno fatto una serie di cattiverie’”.
Subito dopo ad Antonio Clemente fu impedito di sostenere le accuse nei processi ipermercato Zamparini e manifestazioni “Quattro notti e più di luna piena”, che vedono imputati il parlamentare europeo e la sua famiglia per vari reati.
La stampa locale si limitò allora a dare la versione ufficiale, quella della ‘rinuncia volontaria’ da parte del magistrato a seguire quei processi.  
Adesso dagli atti giudiziari, che hanno dimostrato la totale estraneità di Clemente alle accuse rivoltegli dall’ex-guardasigilli, arriva la conferma che quel magistrato è stato sottoposto a denunce ed esposti, oltre che lettere anonime e minacce, per la sua tenace attività investigativa contro la corruzione
Il magistrato è stato quindi costretto a lasciare l’incarico a Benevento e scegliere la capitale per continuare a svolgere il ruolo di sostituto procuratore della Repubblica. Adesso i suoi colleghi magistrati beneventani, tranne quelli che hanno espresso solidarietà a Mastella per “l’ingiusto” rinvio a giudizio, dovrebbero esprimere una valutazione su questa pagina vergognosa.



Da Il Quaderno del 01 nov 2013
Mastella, archiviata denuncia contro il pm che lo indagò: “Nessun riscontro”. 
A renderlo noto, in un articolo sulle pagine online de 'Il Fatto Quotidiano', il giornalista Vincenzo Iurillo sostenendo che "L’ex ministro della Giustizia aveva raccontato che un ex consigliere regionale gli aveva riferito che il magistrato lo avrebbe fatto assolvere se avesse ritirato le azioni legali contro suo padre e suo fratello. Le indagini della Procura di Roma hanno "scagionato" la toga che però ha perso i fascicoli di indagine". 
Vittima del procedimento è stato Antonio Clemente, il sostituto procuratore del Tribunale che ha da poche settimane lasciato Benevento trasferendosi a Roma. Clemente "che ha coordinato le indagini sull’ex ministro della Giustizia e i suoi familiari, concentrate in due diversi filoni, uno sulla costruzione di un ipermercato nella periferia di Benevento ("I Sanniti"), l’altro sulle manovre economiche dell’associazione culturale presieduta e gestita da Lady Mastella e da uno dei figli (Iside Nova). Due inchieste sfociate in due processi che sono stati sottratti ad Antonio Clemente su disposizione del procuratore capo di Benevento Giuseppe Maddalena. Si scrisse che la ragione era da ricercare a questioni di opportunità collegate a un’azione civile e a una querela avanzate da Mastella contro il padre e il fratello del pm, direttore di un quotidiano casertano. 
Invece sotto la cenere covava altra brace. 
Mastella aveva presentato alla Procura di Roma una denuncia raccontando un tentativo di estorsione del pm Antonio Clemente ai suoi danni. I magistrati romani hanno archiviato: non c’era uno straccio di prova e di riscontro. Il pm era innocente. Un risultato, però, Mastella lo ha ottenuto: ha potuto ‘scegliersi’ il magistrato inquirente, perché nel frattempo Antonio Clemente ha perso la conduzione dei processi a carico della dinasty del Sannio e infine ha preferito chiedere e ottenere il trasferimento negli uffici della Procura della capitale. Come da tradizione, la bufala si produce nel casertano. La denuncia di Mastella riporta infatti che un ex consigliere regionale originario della provincia di Caserta gli avrebbe riferito che il pm avrebbe prospettato un esito favorevole del processo a suo carico “come contropartita per la desistenza nelle altre sedi da parte del Mastella nei confronti dei suoi congiunti”. Detto in parole povere: se tu ritiri la denuncia contro mio padre e mio fratello, io ti faccio assolvere. Peccato che il politico casertano, indagato e interrogato sul punto il 5 aprile del 2012, abbia fatto scena muta. Mastella poi indica un colloquio tra il pm e una cugina. La signora afferma di aver ascoltato da Antonio Clemente che questi intendeva “strumentalizzare il processo del quale era titolare nei confronti di Mastella e della consorte come ritorsione per la citazione davanti al giudice civile che Mastella aveva presentato nei confronti dei suoi due congiunti”. Ribadisce la circostanza davanti al pm di Roma Francesco Dall’Olio. Che però ne soppesa le parole, le confronta con la secca smentita del diretto interessato e la mancanza di altre conferme, e alla fine le ritiene insufficienti per un giudizio, sollecitandone l’archiviazione per i reati di abuso d’ufficio e di tentata concussione (l’estorsione del pubblico ufficiale). Mastella, al quale la richiesta viene notificata nella sua qualità di parte offesa, non presenta opposizione. E il Gip Barbara Càllai dispone il decreto di archiviazione. Che si fonda essenzialmente su quattro ragioni. La prima è che non ci sono riscontri alle chiacchiere e ai ‘de relato’. La seconda è nelle dichiarazioni a verbale del procuratore capo Maddalena, che ha elogiato la laboriosità e la serietà del suo sostituto, ne ha condiviso le iniziative passo dopo passo e ha apposto il ‘visto’ alle richieste di rinvio a giudizio dei Mastella. La terza è riassunta in una constatazione: il Gup, il collegio giudicante e i pm beneventani che hanno ereditato i fascicoli hanno ritenuto corretto e ineccepibile l’operato di Antonio Clemente. 
La quarta è una questione di date: come si fa a considerare le inchieste del pm come una ritorsione alle azioni legali di Mastella se il procedimento contro l’ex ministro della Giustizia si incardina nel 2006 mentre le denunce del leader Udeur contro i familiari del magistrato sono state sporte tra il giugno 2009 e il febbraio 2010? Peraltro, Antonio Clemente dichiara di averne avuto notizia solo due anni dopo, quando le apprese dal procuratore capo. Fu in quella occasione che Maddalena prospettò di togliergli le deleghe ai fascicoli processuali. C’erano valide ragioni per astenersi? Secondo il pm no, ma alla fine acconsentì. Fu una decisione concordata. Ma non digerita del tutto. 
Ci sono curiose assonanze con un’altra vicenda che però ebbe un esito diverso. 
E’ quella del magistrato amico di famiglia dei Mastella Assunta Cardone, che il 2 luglio 2009 avvicinò il gup di Napoli del processo alle clientele dell’Udeur, Sergio Marotta, per dirgli che in caso di proscioglimento Mastella “sarebbe stato a sua disposizione”. Marotta denunciò tutto e la dottoressa Cardone è stata condannata a un anno e quattro mesi in primo grado. Nelle motivazioni della sentenza del Tribunale di Roma, trasmessa in Procura per riaprire l’inchiesta, i giudici hanno scritto che “sono emersi gravi indizi in ordine al coinvolgimento di Mastella nel reato ascritto alla Cardone” ed è un “fatto piuttosto anomalo” che l’ex ministro non sia stato indagato".

giovedì 29 agosto 2013

I "grumi di malaffare" espellono da Benevento il magistrato Antonio CLEMENTE

Oggi il dottor Antonio Clemente ha lasciato il suo incarico di Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento e dopo le ipocrite frasi di ringraziamento per l’operato svolto, molti amministratori e funzionari pubblici, imprenditori e delinquenti a vario livello, tirano un sospiro di sollievo.
Antonio Clemente
Quel magistrato ha condotto indagini delicate che hanno fatto tremare i palazzi del potere compreso lo stesso Tribunale per la presenza di diversi “operatori di giustizia” abituati ad atteggiamenti più morbidi nei confronti dei potenti di questa provincia.
Anche per questo motivo la lotta alla corruzione che Antonio Clemente ha condotto con grande impegno, ha prodotto risultati straordinari per questa provincia ma certamente non sufficienti a contrastare quei “grumi di malaffare”, cioè quelle aggregazioni  tra criminali, affaristi senza scrupolo, politici e funzionari collusi,che condizionano di fatto il governo di questa città e della intera provincia.
Antonio Clemente ha chiesto di essere trasferito a Roma dopo aver subito attacchi e denunce con i conseguenti procedimenti dinanzi al CSM e alla Procura Generale. Lo hanno denunciato il sindaco di Montesarchio, per presunta inimicizia familiare, Michele Spina e Maurizio Ionico, che ancora si professano imprenditori, per presunto accanimento giudiziario nei loro confronti e infine Clemente Mastella che addirittura lo ha accusato di concussione.

Il magistrato a seguito di ripetute indagini sul suo operato, è stato completamente prosciolto dalle accuse infamanti che però sono servite ad evitare che egli indagasse ancora sulle attività dei denuncianti e che svolgesse il compito di Pubblico Ministero nei processi che vedono imputati Clemente Mastella e la sua famiglia.
Adesso sarebbe doveroso il commento dell’ex ministro della Giustizia Mastella, attuale componente della Commissione Antimafia del Parlamento Europeo (!!!).
Antonio Clemente va ad occuparsi di grande corruzione  a livello nazionale e del riciclaggio di denaro sporco mentre il Tribunale di Benevento, nonostante gli sforzi del Procuratore Capo, Giuseppe Maddalena tornerà ad essere il “porto delle nebbie” per letroppe incompatibilità ambientali sulle quali il CSM non si decide ad indagare e l’ignavia di buona parte dei giornalisti locali.

mercoledì 26 dicembre 2012

Il nuovo che avanza ovvero: gli avanzi, di galera


Mastella cerca un posto sotto l'ala di Monti.
Il nuovo che avanza...è Clemente Mastella? Il rinnovamento della politica italiana passa per il dis-onorevole più vorace della storia recente della Democrazia Cristiana ?
Tutti vogliono un posticino sotto l'ala di Monti...e questa sarebbe l'era dell'antipolitica e della rottamazione ?

sabato 27 ottobre 2012

Il processo DI Mastella e le stranezze del Comune di Benevento



19 ottobre, 2012
Sei anni fa, esattamente il 19 ottobre 2006, fu aperto al pubblico l’Ipermercato “I Sanniti” di Maurizio Zamparini a conclusione di una serie di innumerevoli atti illegittimi ed illeciti, secondo La Procura della Repubblica e il Giudice per l’udienza preliminare che, a dicembre scorso, ha rinviato a giudizio per numerosi e diversi reati, l’imprenditore friulano, i coniugi Sandra e Clemente Mastella ed altre 11 persone tra tecnici, amministratori e funzionari pubblici.
Il processo in corso presso il Tribunale di Benevento è davvero strano: il Pubblico Ministero che ha seguito l’indagine, il dott. Antonio Clemente, è stato sostituito; diversi giudici, compreso il presidente dell’attuale collegio giudicante, si sono dichiarati incompatibili; l’associazione Altrabenevento che ha presentato sull’argomento diversi dossier ed esposti, non è stata riconosciuta “parte civile”.
In modo particolare colpisce il comportamento di Clemente Mastella, che in questo processo è imputato per il reato di corruzione, il quale ad aprile 2011, quando aveva saputo della richiesta di rinvio a giudizio, protestò vivacemente denunciando, naturalmente, l’ennesimo teorema giudiziario ai suoi danni. A dicembre nel corso della Udienza Preliminare, ha proclamato la sua assoluta innocenza ma, essendo stato comunque rinviato a giudizio, il segretario nazionale dell’Udeur, ora componente della “Commissione antimafia del parlamento europeo” (sic !!! n.d.r.), rilasciava alla stampa la seguente dichiarazione: “E’ una cosa ingiusta, una clamorosa ingiustizia, un fatto ingiustissimo. …. Al processo verranno fuori cose abbastanza clamorose alla presenza dei media….. C’è un pregiudizio nei miei riguardi… che si allunga fino a qua con qualche cattiveria. Il PM che mi insegue è uno che ho denunciato e che dal punto di vista etico si doveva astenere perché sono in vertenza con il padre e il fratello….. Autorevolissimi magistrati confidandosi mi hanno detto “veramente ti hanno fatto una serie di cattiverie”.
Dopo tali dichiarazioni, il Pubblico Ministero Antonio Clemente è stato sostituito, e l’ex ministro della Giustizia si è calmato. Infatti all’udienza del processo del 27 settembre, che non è più il processo a Mastella, ma il processo di Mastella, si è presentato spontaneamente per dichiarare che si sottoporrà volentieri all’interrogatorio del nuovo PM.
L’altro comportamento ancora più strano è quello dell’amministrazione comunale di Benevento che si è costituita parte civile nel processo, che vede imputati anche l’attuale segretario generale, Antonio Orlacchio, e l’assessore , Aldo Damiano, ma non si decide ad assumere gli atti necessari per recuperare almeno parte del danno, pari a sei milioni di euro, subito dalla collettività per il mancato rispetto degli accordi connessi alla apertura del Centro Commerciale.
Infatti, il parco fluviale non è stato completato e l’area non è stata acquisita al patrimonio comunale; la strada tra l’Ipermercato e il parcheggio del parco non è stata collaudata e ceduta al Comune che non ha neppure incassato gli oneri equivalenti; non sono state acquisite le aree della ferrovia lungo via Mura della Caccia e l’asse interquartiere non è stato completato; l’area retrostante i tre capannoni abusivi è stata dichiarata nel nuovo PUC come area edificabile F5 e ciò favorisce il tentativo di Zamparini di sanarli, nonostante l’impegno ad abbatterli.
Per Altrabenevento- Sandra Sandrucci
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